giovedì, 18 dicembre, 2008

Manifesto

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Scemo chi legge. Così Kevin Kelly ha intitolato l’articolo riportato su “Internazionale” (12/18 dicembre 2008), rivista sempre ricca di spunti interessanti. La “Lingua scritta” sarebbe morta o in coma irreversibile. Il futuro è nell’ ”Immagine”, soprattutto quella in movimento, che ci perseguita con la sua immediatezza ovunque, dallo schermo del telefonino agli enormi monitor delle stazioni ferroviarie.

Nello stesso numero di Internazionale Andrew Sullivan ci parla di un mondo senza giornali, schiacciato dalla facilità di utilizzo di Internet e – qui c’è l’altra faccia della medaglia – dalla sua intrinseca superficialità. La carta stampata – prosegue spedito il giornalista britannico – è destinata a sparire.

D.I.Y. è uno degli acronimi più in voga nel web: Do It Yourself! Fattelo da solo! E a proposito notiamo come il fenomeno del self-publishing sia in continua espansione (altro acronimo da memorizzare è P.O.D., ovvero Print On Demand). Siti specializzati nell’autopubblicazione spuntano come funghi, riscontrando il più delle volte un notevole successo: da Lulu a Ilmiolibro, da Boopen a Blurp .

Procedendo in questo modo però si elimina una schiera di figure professionali importantissime (in primis l’editor) e si saltano molte delle tappe fondamentali che portano tradizionalmente un’opera dal foglio bianco dello scrittore ai suoi lettori. Ovviamente saranno questi ultimi le principali vittime di una semplificazione che permette a qualsiasi aspirante scrittore – non importa se privo di talento – di stampare ogni cosa gli salti in mente, decidendo tutto, dall’impaginazione al carattere, dall’immagine di copertina al formato del libro. Autofinanziandosi, cioè pagando una piccola somma per ogni copia stampata.

Democratizzazione della letteratura – diranno in tanti – ma a che prezzo?

Queste brevi premesse identificano bene il contesto – apocalittico? – in cui nasce Nero d’Inchiostro, con il pudore di chi muove i suoi primi passi in quel campo minato che è la piccola editoria, ma anche con l’entusiasmo e con l’incoscienza di un gruppo di giovani che non ha niente da perdere e moltissimo da guadagnare – sul piano propriamente culturale e umano, ovviamente, e non su quello economico.

Dalla nostra parte c‘è la consapevolezza che Internet sia solamente un mezzo, e non un contenuto: riuscendo ad ammansire questo gigante anarchico le potenzialità sono enormi: con il presente sito possiamo farci conoscere da un pubblico che potenzialmente può essere costituito da chiunque parli italiano ed abbia una connessione internet; possiamo pubblicare a costo quasi zero e-books in formato pdf, leggibili grazie ai cosiddetti Book readers, veri prodigi della tecnologia (venduti a prezzi sempre più accessibili) capaci di leggere testo in formato elettronico, creando un contrasto elevatissimo e consentendo quindi al lettore di non affaticare eccessivamente gli occhi (come succede, invece, guardando lo schermo di un computer). Internet offre anche modi molto interessanti per pubblicizzare o divulgare opere letterarie, a partire dai booktrailers che affascinano la nostra redazione e che possono essere uno strumento intelligente per dare un’idea di cosa il lettore stia per leggere (vedere booktrailers.eu per credere!).

Inoltre, molti casi fanno ben sperare una piccola redazione come la nostra: dal numero sempre maggiore di case editrici che nascono e riescono a sopravvivere grazie ad una forte attenzione data alla qualità delle proprie pubblicazioni – a titolo indicativo facciamo notare che solo in Emilia-Romagna esistono 519 editori, di cui il 31,5% di questi ha meno di un decennio di attività (fonte: Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna) – ai fenomeni letterari con la quale la Rete riesce a sorprenderci tutti, dagli addetti ai lavori al grande pubblico. Basti pensare al tam-tam internettiano che ha portato alla ribalta Roberto Saviano, o al fatto che Diego De Silva abbia potuto vendere più di 200.000 copie del suo “Non avevo capito niente” in parte grazie ad Internet e al suo vociferare che ne ha fatto un piccolo caso letterario.

Recentemente la rivista Nuovi Argomenti ha pubblicato un numero dedicato agli scrittori under 30: leggendo i racconti pubblicati ci siamo accorti che erano potentissimi nella loro capacità di narrare i sempre più frequenti paradossi che coinvolgono la società italiana, a volte con feroce realismo, a volte tramite l’utilizzo di uno specchio deformante; siamo rimasti colpiti da come questi racconti descrivessero, aiutandoci a capire meglio, la nostra società. Nero D’Inchiostro insomma è fermamente convinto che la letteratura sia ancora un’arma potente e che il mondo abbia ancora bisogno – forse oggi a maggior ragione! – di scrittori e poeti. Scrive Paul Valery: “Un poète est le plus utilitaire des êtres. Paresse, désespoir, accidents de langage, regards singuliers, – tout ce que perd, rejette, ignore, élimine, oublie l’homme le plus pratique, le poète le cueille, et par son art lui donne quelque valeur.

“Un poeta è il più utilitario degli esseri. Accidia, disperazione, incidenti di linguaggio, sguardi singolari, – tutto quello che perde, rifiuta, ignora, elimina, dimentica l’uomo più pratico, il poeta lo coltiva, e tramite la sua arte gli dona un certo valore.”

Commenti /2 Commenti

Massim. ha inserito questo commento
il: 23 marzo, 2009 alle 8:02 pm

Bel sito e anche come manifesto non c’è male. Vi manderò il mio manoscritto con vero piacere.
Un saluto e buon lavoro!

zaklady sportowe ha inserito questo commento
il: 20 maggio, 2010 alle 11:57 pm

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